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Ciò che Churchill disse quando Montgomery chiese che Patton fosse licenziato per aver attraversato per primo il Reno

La mattina del 23 marzo 1945, un aereo che trasporta Winston Churchill attraversa il cielo nebbioso dell’Europa occidentale. Sotto di lui, centinaia di migliaia di soldati alleati si stanno preparando per una delle più grandi operazioni militari della guerra: Operation Plunder, l’attraversamento del Reno da parte delle forze alleate guidate dal feldmaresciallo britannico Bernard Montgomery.

Tutto è stato preparato con estrema cura.

Per mesi, gli Alleati hanno accumulato uomini, artiglieria, mezzi da ponte, munizioni e rifornimenti lungo il fronte. Montgomery vuole trasformare l’attraversamento del Reno in una dimostrazione della potenza britannica e alleata. L’operazione dovrà essere gigantesca, organizzata nei minimi dettagli e sostenuta da una massiccia superiorità di fuoco.

Churchill è presente perché comprende il significato storico del momento.

Il Reno non è semplicemente un fiume.

È l’ultima grande barriera naturale tra gli eserciti alleati e il cuore della Germania.

Eppure, mentre Churchill si avvicina al campo di battaglia, qualcosa è già andato storto rispetto al copione.

Un messaggio arriva al suo seguito.

È breve.

La notizia cambia completamente il significato della giornata.

Patton ha attraversato il Reno.

Ma non attraverso il grande attacco di Montgomery.

George S. Patton lo ha fatto più a sud, a Oppenheim, nella notte tra il 22 e il 23 marzo.

La Terza Armata americana ha attraversato il fiume prima dell’inizio di Operation Plunder.

E Patton non sembra affatto intenzionato a scusarsi.

La corsa verso il Reno

George Patton è ossessionato dalla velocità.

Per lui, la guerra corazzata non consiste soltanto nel distruggere il nemico. Consiste nel mantenere l’iniziativa, costringerlo a reagire e impedirgli di organizzare una nuova linea difensiva.

Dopo la distruzione delle forze tedesche a ovest del Reno, Patton vede un’opportunità.

Il fiume sembra essere il prossimo grande ostacolo.

Ma i tedeschi non sono preparati come avrebbero potuto essere.

Le loro forze sono esauste. Molte unità si stanno ritirando verso est. Le infrastrutture sono danneggiate e la capacità tedesca di coordinare una difesa efficace sta diminuendo rapidamente.

Patton ordina ai suoi uomini di cercare un punto in cui attraversare.

A Oppenheim, trovano una possibilità.

Gli ingegneri americani preparano imbarcazioni e mezzi da ponte. Le operazioni iniziano rapidamente.

Non c’è la gigantesca coreografia prevista per l’operazione britannica.

Non ci sono mesi di preparazione destinati a creare una singola spettacolare offensiva.

Ci sono invece soldati, barche, pontoni e una decisione presa sul campo.

Gli americani attraversano il Reno.

La resistenza tedesca è relativamente debole.

Una testa di ponte viene stabilita sulla riva orientale.

Per Patton, il significato è enorme.

Il Reno, che per secoli era stato considerato una delle grandi barriere strategiche dell’Europa centrale, è stato superato.

E Patton non ha aspettato Montgomery.

Il problema di Montgomery

La notizia non è necessariamente una tragedia militare.

Ma è un problema enorme per Montgomery.

Il feldmaresciallo britannico ha preparato una grande operazione per attraversare il Reno più a nord, nell’area tra Wesel e Rees.

L’operazione è stata pianificata meticolosamente.

Artiglieria.

Fanteria.

Genieri.

Ponti.

Truppe aviotrasportate.

Aviazione.

Tutto è stato coordinato per creare una massa di combattimento schiacciante.

Montgomery vuole che l’attraversamento sia decisivo.

Ma soprattutto vuole che sia controllato.

La sua concezione della guerra è diversa da quella di Patton.

Montgomery preferisce accumulare una superiorità schiacciante prima di rischiare un’operazione importante.

Patton, al contrario, cerca continuamente occasioni per sfruttare la debolezza del nemico.

La rivalità tra i due uomini non è nuova.

Durante la guerra hanno avuto numerosi contrasti.

Patton considera Montgomery troppo lento e prudente.

Montgomery, dal canto suo, non considera necessariamente l’aggressività di Patton una virtù.

Entrambi sono comandanti estremamente ambiziosi.

Entrambi sono consapevoli del proprio talento.

E ciascuno vuole che la propria armata abbia un ruolo centrale nella vittoria finale.

Ora Patton ha attraversato il Reno prima di Montgomery.

La notizia ha un peso simbolico enorme.

Churchill osserva il cambiamento

Quando Churchill viene informato dell’attraversamento, comprende immediatamente il significato politico e militare dell’evento.

La Gran Bretagna ha bisogno di dimostrare il proprio ruolo nella vittoria.

Dal 1944, il peso militare americano è diventato enorme sul fronte occidentale.

Gli Stati Uniti forniscono una quantità gigantesca di uomini, mezzi, carburante, munizioni e aerei.

Le armate americane sono ormai la principale componente delle forze terrestri alleate in Europa occidentale.

Per Churchill, tuttavia, la Gran Bretagna deve ancora essere presente al centro della scena.

Operation Plunder può rappresentare proprio questo.

Un gigantesco esercito britannico attraverserà il Reno.

Le telecamere riprenderanno l’evento.

I giornali parleranno dell’operazione.

La storia vedrà gli eserciti britannici attraversare l’ultima grande barriera prima della Germania.

Ma Patton ha appena modificato il racconto.

La Terza Armata americana è già dall’altra parte.

Patton telefona a Eisenhower

La caratteristica più sorprendente dell’episodio è il comportamento di Patton dopo l’attraversamento.

Non si presenta come un uomo che ha commesso un errore.

Al contrario, considera il successo una conferma della propria filosofia.

Patton comunica la notizia a Eisenhower.

Il comandante supremo alleato deve ora gestire una situazione delicata.

Non può permettere che la rivalità tra i generali distrugga la cooperazione.

Ma non può nemmeno ignorare il risultato.

Gli americani hanno attraversato il Reno.

La testa di ponte esiste.

E il nemico non è riuscito a impedire l’operazione.

Per Patton, è il momento perfetto per ricordare a tutti che la guerra non viene vinta soltanto attraverso grandi piani preparati mesi prima.

A volte viene vinta sfruttando una finestra di opportunità prima che scompaia.

Montgomery non può semplicemente fermarsi

La cosa interessante è che l’attraversamento americano non rende inutile Operation Plunder.

Montgomery procede comunque con il suo piano.

La notte del 23 marzo, le forze britanniche e canadesi iniziano l’attraversamento del Reno nell’area di Wesel.

L’artiglieria alleata apre un bombardamento gigantesco.

Decine di migliaia di uomini partecipano all’operazione.

Poco dopo entrano in azione anche le forze aviotrasportate dell’operazione Varsity.

Questa volta l’obiettivo è creare una grande testa di ponte alleata a nord.

Operation Plunder riesce.

Il Reno viene attraversato su un fronte enorme.

La Germania occidentale è ormai spalancata davanti agli Alleati.

Quindi la rivalità tra Patton e Montgomery non deve essere interpretata come una semplice gara in cui uno vince e l’altro perde.

Entrambi gli attraversamenti contribuiscono all’offensiva finale.

La differenza è soprattutto simbolica.

Patton è arrivato prima.

Montgomery ha organizzato l’operazione più grande e deliberatamente pianificata.

Churchill non licenziò Patton

Ed è qui che la storia reale diventa molto diversa dalla leggenda.

Non esiste una solida documentazione storica secondo cui Montgomery avrebbe formalmente chiesto a Churchill di far licenziare Patton semplicemente perché aveva attraversato il Reno prima di lui.

La rivalità tra Montgomery e Patton era reale.

Le tensioni tra comandanti britannici e americani erano reali.

Anche le discussioni sul prestigio, sulle risorse e sulle responsabilità operative erano reali.

Ma la storia di Churchill che riceve una richiesta diretta di licenziare Patton per il suo attraversamento del Reno appartiene più alla narrativa drammatica che alla documentazione consolidata.

Churchill, inoltre, non aveva il potere di licenziare unilateralmente Patton.

Patton era un generale americano.

La sua posizione dipendeva dalla catena di comando statunitense e, nel teatro europeo, dall’autorità del comando supremo alleato.

Eisenhower aveva un ruolo molto più diretto nelle decisioni operative riguardanti Patton.

Questa distinzione è importante perché rende l’episodio ancora più interessante.

La vera storia non ha bisogno di un falso ultimatum per essere spettacolare.

Il vero significato della rivalità

La competizione tra Patton e Montgomery rifletteva una questione molto più grande.

Chi avrebbe guidato la vittoria finale in Europa?

La Gran Bretagna aveva combattuto contro la Germania dal 1939.

Gli Stati Uniti erano entrati in guerra soltanto nel 1941.

Per i britannici, la guerra era stata una lotta esistenziale durata anni.

Per gli americani, il conflitto europeo era diventato rapidamente una gigantesca mobilitazione industriale e militare.

Nel 1945, gli equilibri erano cambiati.

Gli Stati Uniti possedevano una forza economica e militare enorme.

La Gran Bretagna era ancora una grande potenza, ma era stata profondamente indebolita dalla guerra.

Per questo ogni grande operazione aveva anche un significato politico.

Non era soltanto una questione di chilometri conquistati.

Era una questione di prestigio.

Era una questione di memoria.

Era una questione di chi avrebbe potuto dire, dopo la guerra: “Noi eravamo lì quando la Germania cadde.”

Il Reno cade e la Germania crolla

Dopo gli attraversamenti del Reno, l’avanzata alleata accelera.

Le forze tedesche non sono più in grado di costruire una nuova linea difensiva efficace.

Gli eserciti americani avanzano verso il centro e il sud della Germania.

Le forze britanniche e canadesi avanzano da nord.

L’Armata Rossa sta penetrando in Germania da est.

Il Terzo Reich è ormai condannato.

Poche settimane dopo, Adolf Hitler sarà morto.

La Germania si arrenderà.

La guerra in Europa finirà.

E Patton continuerà ad avanzare con la Terza Armata.

Montgomery continuerà a comandare le forze britanniche.

Churchill assisterà alla fine della guerra europea, ma non vedrà il mondo tornare alla situazione precedente al 1939.

Perché la guerra ha cambiato tutto.

La lezione di Oppenheim

La storia dell’attraversamento del Reno non riguarda quindi soltanto una rivalità tra due generali.

Riguarda due filosofie militari.

Da una parte, la pianificazione meticolosa, la concentrazione delle forze e la superiorità schiacciante.

Dall’altra, la velocità, l’improvvisazione e la volontà di sfruttare immediatamente una debolezza del nemico.

Operation Plunder dimostrò la potenza della prima filosofia.

Oppenheim dimostrò il valore della seconda.

Entrambe contribuirono alla vittoria.

E forse è proprio questo il dettaglio più importante.

Patton non distrusse il piano di Montgomery.

Montgomery non cancellò il successo di Patton.

Entrambi attraversarono il Reno.

Ma Patton arrivò per primo.

E in una guerra combattuta anche attraverso giornali, fotografie e comunicati, arrivare per primo significava conquistare qualcosa che nessun rapporto militare poteva misurare completamente: il posto nella memoria del pubblico.

Churchill lo comprese.

Eisenhower lo comprese.

Montgomery lo comprese.

Patton lo comprese perfettamente.

La Germania nazista stava per crollare.

Ma mentre gli eserciti alleati attraversavano il Reno, un’altra competizione era già iniziata: quella per decidere chi avrebbe raccontato la storia della vittoria.

E in quella gara, George Patton aveva appena ottenuto una delle sue immagini più memorabili.

Non aveva aspettato il grande spettacolo. Aveva attraversato il fiume prima che il sipario si alzasse.

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